Delusione

Martedì, 17 Apr 2007 by paky

Le cose più desiderate non si realizzano; o, se si realizzano, ciò non accade nel tempo e nelle circostanze in cui esse avrebbero arrecato un estremo piacere.
Jean de La Bruyère

de|lu|sió|ne
s.f.
AU
1 sentimento di amarezza o di scontento di chi vede la realtà non corrispondere alle sue speranze, ai suoi desideri: dare una d., subire, ricevere una d.
2 estens., fatto o avvenimento che delude: la serata è stata una vera d.; anche di persona: un calciatore che si è rivelato una d.

 

Venerdì, 13 Apr 2007 by paky

Stamattina ero lì ad aspettare, seduta sul muretto, e guardavo il panorama, sperando di prendere un po’ di sole. La Costiera svaniva nella nebbia, e Capri sembrava galleggiare nell’aria a qualche metro dalla superficie del mare.

A volte mi sento anche io galleggiare nell’aria, a qualche metro dalla superficie.
Succede in quei momenti in cui riesco a vedere quello che mi sta succedendo in questo periodo con gli occhi con cui l’avrei visto mesi fa, e non con quelli più cinici di oggi. Quando riesco a pensare con lo stesso ottimismo e con quel pizzico di presunzione con cui ho sempre immaginato il mio futuro. Quando immagino che la “nostra” ricerca di rilevante interesse nazionale possa aprirmi le giuste porte. E quando penso che ci sono arrivata da sola, solo con le mie forze e la mia determinazione.

Però, cazzo. Qualche mese fa avrei galleggiato molto più in alto. Vorrei solo capire se è un bene, volare bassi, o se mi sto tarpando le ali da sola.

Venerdì, 6 Apr 2007 by paky

Buona Pasqua!!!

 

Sabato, 31 Mar 2007 by paky

Tutto cambia intorno a me… amori che finiscono, nuovi amori che nascono, nuove amicizie che prendono spazio nel cuore, dove le vecchie avevano lasciato qualche ferita. La mia stessa vita è cambiata, chiusi i libri, aperte nuove opportunità, accompagnata da persone nuove, che c’erano già in realtà, ma che ora sento più importanti, più mie.
Un unico punto fermo a cui ruota intorno tutto, un’unica costante: me-e-lui. Un unico filo conduttore che lega passato e presente, e continua verso il futuro.

Il futuro. In un periodo in cui il presente è così confuso, in cui mi è così difficile coltivare speranze perchè in esse è già contenuta la paura che siano deluse, c’è ancora un’idea, una sola, da coltivare, coccolare, proteggere: me-e-lui. Mi rende viva, mi da’ la carica, la voglia di essere migliore, di credere, di costruire qualcosa, una vita mia in cui iscrivere la nostra.


Voglio che tu sappia
Una cosa.
Tu sai com’è questa cosa:
se guardo
la luna di cristallo, il ramo rosso
del lento autunno alla mia finestra,
se tocco
vicino al fuoco
l’impalpabile cenere
o il rugoso corpo della legna,
tutto mi conduce a te,
come se cio’ che esiste
aromi, luce, metalli,
fossero piccole navi che vanno
verso le tue isole che m’attendono.

Orbene,
se a poco a poco cessi di amarmi
cesserò d’amarti poco a poco.
“ Se d’improvviso
mi dimentichi,
non cercarmi,
chè già ti avrò dimenticata “

Se consideri lungo e pazzo
il vento di bandiere
Che passa per la mia vita
e ti decidi
a lasciarmi sulla riva
del cuore in cui ho le radici,
pensa
che in quel giorno,
in quell’ora,
leverò in alto le braccia
e le mie radici usciranno
a cercare altra terra.

Ma
se ogni giorno,
ogni ora
senti che a me sei destinata
con dolcezza implacabile.
Se ogni giorno sale
alle tue labbra un fiore a cercarmi,
ahi, amor mio, ahi mia,
in me tutto quel fuoco si ripete,
in me nulla si spegne né si dimentica,
il mio amore si nutre del tuo amore, amata,
e finchè tu vivrai starà tra le tue braccia
senza uscire dalle mie.

Pablo Neruda.

tra le nuvole

Mercoledì, 28 Mar 2007 by paky

Vivo questi giorni come tra le nuvole.
O forse il bianco soffice che ho intorno è ovatta…

Vivo gli eventi come se non fossero miei. Ma neanche, perchè se non fossero miei proverei invidia e ammirazione. Ma soprattutto invidia. Perchè cacchio, quello che sto vivendo vorrei viverlo io, è più di quanto avessi mai sperato.
Vivo senza rendermi conto che sta succedendo davvero, come in un sogno.
Davvero, non mi sto rendendo conto. In quei pochi attimi di lucidità, sono assalita da una serie di sentimenti contrastanti. Felicità, orgoglio, paura.

Qualche mese fa credevo con tutte le mie forze che sarei riuscita ad ottenere quello che desideravo. Ora che ci sto riuscendo, che sono ad un passo dai miei obiettivi, che sto toccando con mano possibilità reali, non ci credo più come prima. Forse è una difesa, perchè una cosa è sperare, una è illudersi. Una cosa è bramare un obiettivo lontano, altra è sfiorare l’obiettivo e vederlo sfumare.

Transizione di fase

Giovedì, 22 Mar 2007 by paky

STUDENTESSA | NEOLAUREATA | TIROCINANTE | DISOCCUPATA | NEUROPSICOLOGA (?!)
_______________________________________________________

Domanda in carta da bollo
Assicurazione in duplice copia
Firma e timbro del direttore del dipartimento
Firma del supervisore

Domani mattina consegno tutto in segreteria e da domani sarò ufficialmente tirocinante.

Sembrerò la solita nostalgica, ma quell’estate in cui decisi di lasciare economia e di iscrivermi a psicologia mi sembra ancora dietro l’angolo. Ricordo tutto così perfettamente, nitidamente. La telefonata alla mia allora compagna di studi, il primo viaggio a Caserta per ritirare i moduli dell’iscrizione, la rinuncia agli studi a Economia, ché tanto gli esami che avevo fatto lì non mi sarebbero più serviti. Tanta paura per il salto nel buio che stavo facendo, ma anche tanta eccitazione perchè finalmente avevo avuto il coraggio di seguire la mia strada. Era tutto così diverso, allora: mi immaginavo psicoterapeuta dell’età evolutiva e leggevo Jung. Non sapevo che poi, con il tempo, avrei trovato la mia vera passione, così lontana dalla mia idea originaria.

Sono passati oramai 6 anni, mi sono laureata, specialisticheggiata, il periodo di meritato riposo è finito e la settimana prossima si inizia con una nuova “qualifica”.

E’ il tema costante dei miei discorsi, ultimamente… ma è un passaggio importante, concedetemelo. Forse ho bisogno di affermare una mia identità in questo periodo così in bilico. Ho bisogno di sapere cosa sono, e pensarci e parlarne tanto è un po’ come una conferma di me stessa.

Da domani potrò avere altro di cui parlare ;)

La mia giornata milanese

Martedì, 20 Mar 2007 by paky

Dall’ultima volta che ho visto Milano sono passati 15 anni. Ieri ho camminato da sola per le vie del centro, con la sola compagnia della mia macchina fotografica.

Ho scoperto una città completamente diversa da quella triste e grigia che immaginavo, complice forse anche il timido sole. Ho scoperto una città molto più simile a Napoli di quanto pensassi. Una città *bella*, e bella forse perchè meno bella di altre, ma più “vissuta”, e più vivibile. Roma, per quanto la conosca davvero poco, mi ha sempre dato una sensazione di disagio, perchè ti sembra di camminare in un museo all’aperto e devi stare attento a come ti giri e a dove metti i piedi. E poi è estremamente caotica. Milano invece mi è sembrata una “normale” città in cui ci sono delle cose molto belle da vedere e strade molto belle in cui camminare.
Ho scoperto che anche i milanesi (alcuni) sanno parcheggiare selvaggiamente sui marciapiedi, che anche i milanesi (tutti) attraversano la strada non curandosi dell’omino rosso del semaforo, se in quel momento non passano macchine. Ho scoperto che anche i milanesi (alcuni) imbrattano i segnali stradali modificando simpaticamente i nomi delle città, e scrivono sui palazzi. Ho scoperto che il laghetto del parco Sempione, per dirla come un ragazzo napoletano che passava di là accompagnato da due amici milanesi, “fa cchiù schif’ r’o puort’ ‘e Torr’Annunziata” (trad. it.: “è più sporco del porto di Torre Annunziata”). Che la metropolitana si fa attendere poco ma è vecchia e sporca, che gli autobus non parlano tutti e puzzano pure quelli (i tram invece sono spettacolari).
E ho scoperto che il lunedì mattina a Milano i negozi sono chiusi e le mostre pure. Porca che sfiga!!

Cmq sono sentita molto più “a casa” di quanto pensassi, e non solo perchè io abbia riscontrato anche a Milano la presenza di “difetti” che credevo fossero più tipici dei napoletani, vittima io stessa dei luoghi comuni.
Ero molto preoccupata di dover andare in giro da sola, invece ho camminato come se fossi in un luogo familiare. A piedi da Piazza Napoli a piazza San Babila, con tappe a Sant’Ambrogio, al Castello sforzesco, al Parco Sempione, poi via per il Duomo, la Galleria, la Scala, il corso Vittorio Emanuele. 6 ore quasi ininterrotte di passeggiata, 150 foto, un panino e una bottiglina di the.

(com)prendersi

Giovedì, 15 Mar 2007 by paky

In questi giorni dovrei godermi un po’ di meritato riposo, e invece non vedo l’ora di ricominciare. Anzi, di cominciare, perchè ora si inizia tutto daccapo.
Passato l’entusiasmo della laurea, dei festeggiamenti, delle soddisfazioni *enormi* di questi giorni, rimane un po’ di noia e tanti pensieri. Il problema del non avere nulla da fare, è che la mia mente è libera di macinare, senza niente che la tenga impegnata, che le eviti di rimuginare.

Riflettevo sul quanto sia difficile mettersi nei panni degli altri. Che le persone che mi hanno deluso probabilmente pensano la stessa cosa di me, che forse sono loro ad aspettare una telefonata riparatrice di qualche mia mancanza. Ci pensavo ieri, parlando con Roro: è molto più facile attribuire gli errori agli altri che a noi stessi. Poi si finisce con il perdersi di vista, quando un pizzico di orgoglio in meno, un caffè e una chiacchierata potrebbero risolvere tutto. Vecchi screzi con persone che ora mi sono ancora vicine nonostante tutto mi hanno insegnato quanto sia importante parlare.

Mi basterebbe una telefonata, un sms, un doppio click sul mio nick di messenger. Basta un “hey, come stai? mi dispiace per l’altra sera…”. Il silenzio mi lascia incredula, la prima mossa non sarà mia. Non dovrà essere mia, e non per orgoglio, ma perchè non ho bisogno di avere vicino persone che se ne fregano così poco di me. Però fa male.

com|prèn|der|si
v.pronom.intr. (si comprèndono)
FO rec., capirsi, intendersi a vicenda; essere reciprocamente indulgenti.

La pagella del primo trimestre

Giovedì, 15 Mar 2007 by paky

Amore: 10 e lode
Vecchi amici: 6=
Nuovi amici: 81/2
Soddisfazioni personali: 9+

Il bilancio è più che positivo.
Una fine e un nuovo inizio, un traguardo raggiunto, un nuovo capitolo della mia vita. Il “passaggio” mi spaventava, ma ora ho la sensazione che questa mia nuova vita mi piacerà da matti.
Ho anche avuto modo di “testare” alcune amicizie, alcune sono state una splendida sorpresa, altre una cocente delusione. Ma si cresce anche così.

Benvenuti :)