Parcheggiatori casertani - atto primo
Arrivo alle 14:30, entro piano nel parcheggio, abbasso il finestrino lato passeggero e chiedo indicazioni su dove parcheggiare. Fermo la macchina, spengo l’autoradio, faccio indietro il sedile, alzo i finestrini, insomma le solite cose routinarie di quando lascio la macchina al parcheggio, poi scendo e mi avvicino al tizio per ritirare il biglietto.
“E’ ‘na cosa volante, sorè?”
Ho deciso che farò la collezione delle espressioni colorite di quest’uomo e ne scriverò un libro.
(Che poi… ormai al “dottoressa” non ci penso neanche più, ma “sorè” mi sembra davvero eccessivo!)