Questione di punti di vista
Da studente mi sono sempre chiesta come fosse possibile che alcuni giovani assistenti fossero tremendamente caini. Che diamine, pensavo, fino a qualche mese/anno fa anche loro erano stati studenti come me, per quale motivo incattivirsi così tanto, passando dall’altro lato della cattedra?
Oggi ho iniziato a capire. Oggi sono stata io, dall’altro lato. Mi sono resa conto di quanto sia fastidioso sentir parlottare agli scritti. Di quanto si diventi sospettosi nel vedere qualcuno che si legge una domanda a bassa voce, o che ragiona guardando per aria. E poi c’è tutta la questione del dover mettere il docente in grado di fidarsi di te, di fargli l’impressione di una persona seria, su cui può contare.
Mica è facile…
Oddio, già mi vedo, sarò (se mai lo sarò) un’insopportabile cacacazza, e tutti penseranno di me “ma questa qualche anno fa era studentessa anche lei, come cazzo è possibile che è così stronza?”. Aiutatemi!
Lunedì, 25 Giu 2007 alle 7:45 pm
Hai consapevolezza e ciò è positivo, ma è solo questione di tempo. Prima o poi sarai inglobata. Fidati
Lunedì, 25 Giu 2007 alle 9:27 pm
in realta’, sopratutto quando l’assistente e’ donna, i pensieri degli studendi sono molto più terra e terra; finiscono quasi sempre a constatare l’incidenza che la frequenza dei rapporti sessuali ha sul suo umore. Quindi, se non vuoi passare per una zitella inacidita, sii più paziente e permissiva! Consapevole, per esserci passata, che in fondo l’università serve a ben poco
Giovedì, 28 Giu 2007 alle 7:04 pm
Io non credo sia questione di punti di vista, io credo sia un modo di essere.
Se lo studente che ti sta davanti ti manca di rispetto, è sprezzante verso te o la materia allora ok, l’essere caini (come lo chiami tu) può essere lecito.
Se non è preparato, basta bocciarlo.
Ma quando ha lo sguardo perso per aria… Quando scambia “una parolina” allo scritto…
Può darsi che abbia “paura”?
Che si sia fatto fregare dall’ “ansia”?
Che l’emozione lo abbia portato a non riuscire a fissare quel docente, così sicuro di se?
Beh io credo che in primis il successo “stia” nel non dimenticare quelle emozioni da studente che si sono vissute fino a poco fa, perchè quello è un piccolo tesoro di cui tenere conto.
Cosa cambia dall’avere ad esempio 50 esami (da studente) o 51 (da assistente)?
In quell’esame si vive la trasformazione dell’altra parte?
O forse è l’ambiente a portare a ragionare in quel modo?
Io sarei sicuro di non viverla, perchè sono proprio quei docenti e quegli assistenti sorridenti e comprensivi ad avermi fatto prendere a cuore alcune materie.
Di questo parlavamo con gilda e mariarosaria in facoltà giorni fa.
)
Ci sono assistenti che da quando sono diventati tali non salutano più gli amici (non parlo certo di te) o mettono le mani avanti in continuazione senza motivo, per paura di richieste di piacere (parlo di te
Ma dico io, l’amico studente che chiede un favore che può compromettere l’amico assistente, non è un amico bensì uno stupido, è così chiaro.
Allo stesso modo però l’amico assistente che distanzia l’amico studente senza motivo, senza che gli sia stato chiesto NULLA, fa lo stesso errore, ed è altrettanto chiaro.
Ci sono assistenti ad esempio (vedi Marcolino) che pur non essendoti amici ti fermano nei corridoi per chiederti com’è andato l’esame di cui loro stessi hanno tenuto il corso, con il prof davanti.
Allora è un punto di vista, o un modo di ragionare?
Sei una ragazza in gamba pacco, sei preparata, e sai benissimo che per me amicizia è dire sempre quello che si pensa.
Non fare l’errore di diventare “cacacazza” , noi non studiamo matematica o ingegneria, noi studiamo la mente umana, cognizione ed emozione no?
E allora vedi che si può essere professionali e diligenti anche con un pò di comprensione in più, e con un sorriso al posto di un viso teso in sede d’esame, qualunque cosa accada.
L’amore per una disciplina è una cosa difficile da trasmettere.
Forse bisognerebbe soltanto trovare la giusta via di mezzo, facile o no che sia.
Io la vedo così, da studente preparato
Baci
Giovedì, 28 Giu 2007 alle 10:51 pm
Jackì, tu hai ragione, ma il bello è che io la pensavo come te, fino alla settimana scorsa.
Cmq avrei tanto altro da dirti riguardo a quello che hai scritto, ma forse avrei preferito che me ne parlassi a quattr’occhi invece di lasciarmi un commento sul blog.
Questione di punti di vista…
Giovedì, 28 Giu 2007 alle 11:55 pm
Ti ho scritto qui solo perchè hai richiamato l’argomento, e visto che da amico leggo il tuo blog mi veniva difficile non risponderti
Questi sono nostri diari di vita, e tra una cazzata e l’altra non è male scambiarsi punti di vista, non è affatto male.
Cmq vada in bocca al lupo paccus, e che tu riesca a trovare la tua strada, da qualsiasi lato della barricata (mentale) tu ti venga a trovare.
Mal che vada ti buco le gomme dell’auto
Baci
Sabato, 30 Giu 2007 alle 12:22 am
ohhhhhh

non vi appicciacate voi due!
Vi faccio capa e capa!
Domenica, 1 Lug 2007 alle 4:07 pm
Ma che, noi ci vogliamo sempre un sacco bene
Giovedì, 5 Lug 2007 alle 2:58 pm
Pakyyy ma comè ora sei assistente?????uaaaaaaaaaa
Venerdì, 6 Lug 2007 alle 1:42 pm
noooo ma qua’ assistente!! ;-P Sto solo facendo il tirocinio in facoltà!
Venerdì, 6 Lug 2007 alle 2:21 pm
post laurea?stabbene!a quando l’esame de stato??io il 13 finisco aaaaaaaagh!che strizza!bax
Lunedì, 9 Lug 2007 alle 7:03 pm
l’esame di stato a Novembre… se ce la faccio!
:D)
(in bocca al lupo per il 13