Mercoledì, 12 Set 2007 by paky


Lentamente muore chi diventa schiavo dell’abitudine, ripetendo ogni
giorno gli stessi percorsi, chi non cambia la marca, chi non
rischia e cambia colore dei vestiti, chi non parla a chi non conosce.

 

Muore lentamente chi evita una passione, chi preferisce il nero su
bianco e i puntini sulle “i” piuttosto che un insieme di emozioni,
proprio quelle che fanno brillare gli occhi, quelle che fanno di uno
sbadiglio un sorriso, quelle che fanno battere il cuore davanti
all’errore e ai sentimenti.

 

Lentamente muore chi non capovolge il tavolo, chi è infelice sul
lavoro, chi non rischia la certezza per l’incertezza, per inseguire un
sogno, chi non si permette almeno una volta nella vita di fuggire ai
consigli sensati. Lentamente muore chi non viaggia, chi non legge, chi
non ascolta musica, chi non trova grazia in se stesso. Muore lentamente
chi distrugge l’amor proprio, chi non si lascia aiutare; chi passa i
giorni a lamentarsi della propria sfortuna o della pioggia incessante.

 

Lentamente muore chi abbandona un progetto prima di iniziarlo, chi non
fa domande sugli argomenti che non conosce, chi non risponde quando gli
chiedono qualcosa che conosce.

Evitiamo la morte a piccole dosi, ricordando sempre che essere vivo
richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto di
respirare.
Soltanto l’ardente pazienza porterà al raggiungimento di una splendida
felicità.

 

(P. Neruda)

Parcheggiatori casertani - atto primo

Lunedì, 3 Set 2007 by paky

Arrivo alle 14:30, entro piano nel parcheggio, abbasso il finestrino lato passeggero e chiedo indicazioni su dove parcheggiare. Fermo la macchina, spengo l’autoradio, faccio indietro il sedile, alzo i finestrini, insomma le solite cose routinarie di quando lascio la macchina al parcheggio, poi scendo e mi avvicino al tizio per ritirare il biglietto.

“E’ ‘na cosa volante, sorè?”

Ho deciso che farò la collezione delle espressioni colorite di quest’uomo e ne scriverò un libro.

(Che poi… ormai al “dottoressa” non ci penso neanche più, ma “sorè” mi sembra davvero eccessivo!)

Avrò esagerato con le candeline?

Martedì, 28 Ago 2007 by paky

La notte del mio ventisettesimo compleanno è cominciata così.

24 Agosto 2007 - ore 00:00

Pessimo inizio, direi.

Quando l’abito fa il monaco

Lunedì, 9 Lug 2007 by paky

Ci sono volte che, nonostante il camice, sono costretta a sopportare pazienti e familiari che mi chiamano “bellaaa” e alcuni che, a vedermi, sostengono “ma questa nunn’è ‘a dottoressa”

Oggi, è bastata una gonna lunga e una maglietta un po’ carina, e anche il parcheggiatore abbbusivo fuori al Policlinico si è scansato per farmi passare dicendo “Prego, dottoressa”!

Da oggi, basta con lo shopping nel reparto casual :)

Questione di punti di vista

Lunedì, 25 Giu 2007 by paky

Da studente mi sono sempre chiesta come fosse possibile che alcuni giovani assistenti fossero tremendamente caini. Che diamine, pensavo, fino a qualche mese/anno fa anche loro erano stati studenti come me, per quale motivo incattivirsi così tanto, passando dall’altro lato della cattedra?
Oggi ho iniziato a capire. Oggi sono stata io, dall’altro lato. Mi sono resa conto di quanto sia fastidioso sentir parlottare agli scritti. Di quanto si diventi sospettosi nel vedere qualcuno che si legge una domanda a bassa voce, o che ragiona guardando per aria. E poi c’è tutta la questione del dover mettere il docente in grado di fidarsi di te, di fargli l’impressione di una persona seria, su cui può contare.

Mica è facile…
Oddio, già mi vedo, sarò (se mai lo sarò) un’insopportabile cacacazza, e tutti penseranno di me “ma questa qualche anno fa era studentessa anche lei, come cazzo è possibile che è così stronza?”. Aiutatemi!

19 giugno 2007

Martedì, 19 Giu 2007 by paky

 

Lasciate un commento con il vostro nome, parteciperete all’estrazione di un indimenticabile viaggio A/R Napoli-Caserta nella mia fantastica Opel Sauna.

Lost 2010

Mercoledì, 9 Mag 2007 by paky


Ho sempre creduto che gli sceneggiatori di Lost non facessero mai succedere nulla a caso, che ci fosse una spiegazione per tutto, che avessero già tutto chiaro. Ma ora, che hanno annunciato altre tre serie, comincio a pensare che lavorino davvero come questi tre geniali ragazzi del video!

Dovrei essere contenta di essere allietata dalla visione del mio telefilm preferito fino al 2010. Dovrei esserlo anche se pensiamo al mio solito bisogno di continuità. Almeno una certezza nel mio immediato futuro c’è: passerò una sera a settimana a vedere Lost ancora per tre anni! ;-P

Scherzo, ovviamente. Mi sento un po’ presa per il culo, invece.

Maggio

Lunedì, 7 Mag 2007 by paky
nu poco chiove
e n’ato ppoco stracqua
torna a chiovere, schiove,
ride ‘o sole cu ll’acqua.Mo nu cielo celeste,
mo n’aria cupa e nera,
mo d’’o vierno ‘e tempesta,
mo n’aria ‘e Primmavera.

Oggi tornando a casa mi è venuta in mente questa poesia di Salvatore di Giacomo, una di quelle imparate a memoria alle scuole medie. O forse alle elementari, addirittura, quando recitavamo le poesie senza alcuna inflessione tonale e con l’aria di chi sta per avere un attacco d’asma.

Ora questo post è ad un bivio: potrei parlare del tempo che fa, del solito luogo comune che non ci sono più le mezze stagioni, e che i ghiacciai si stanno sciogliendo, e che forse non vedrò mai Venezia e che è meglio comprare le case in colina perchè fra qualche anno saranno sul mare. E potrei dire, con l’occasione, che secondo me sono tutte stronzate anche se certo, l’anno scorso a natale eravamo sulla neve e quest’anno invece non ho mai cacciato dall’armadio nemmeno una sciarpa di lana.

Oppure potrei parlare di come mi fa tenerezza ricordare le poesie che imparavo a memoria, ancora oggi, e dell’utilità di esercitare la memoria, dei programmi scolastici moderni che lasciano indietro chi non sa stare al passo, dei bambini di oggi, dei genitori di oggi, della società di oggi, delle poesie di oggi. Ma sarebbero anche lì solo luoghi comuni. Anche perchè, devo essere sincera, i bambini di oggi li conosco poco, almeno fin’ora. Forse dal mese prossimo li conoscerò di più, meglio, conoscerò le loro difficoltà, i loro problemi, e potrò fare anche qualcosa per aiutarli. Ecco, sì, per non rendere del tutto inutile questo post potrei parlare del master che - forse - inizierò il mese prossimo, di quanto sono eccitata all’idea, di quanto spero che sia davvero qualcosa di utile, pratico, spendibile. Di come il fatto di seguire lezioni e studiare dispense per altri 13 mesi non mi spaventi, anzi… mi “coccoli”, perchè in un certo senso mi fa sentire protetta. Perchè mi garantisce uno status, ancora per un po’. Non sono più studentessa, tra un po’ non sarò più tirocinante, ma nell’attesa di capire cosa sarò, almeno sarò masteranda, che poi è un termine che non esiste ma che ho appena inventato e mi piace. Almeno una mattina ogni 15 giorni saprò cosa fare, fino al prossimo giugno. Mi garantisce una continuità, ecco.

[mazza quanto ho scritto!]

illuminazione (e ancora citazioni)

Venerdì, 27 Apr 2007 by paky
- E tuo padre, invece, cos’è che vorrebbe farti fare?
- Quel che va bene a me. Non fa altro che dirmi di trovare qualcosa che farei anche gratis, e poi imparare a sbarcarci il lunario. Però io ancora non l’ho trovata.

Mi ci volevano le parole del padre di un ragazzetto texano, per capire quanto sono fortunata. Io l’ho trovato, quel che va bene a me. Quello che farei anche gratis, e lo faccio, in effetti. E mi piace, anche, nonostante non sia come dico io, nonostante ci siano tante cose che non vanno come dovrebbero andare, nonostante tutto sommato oggi non debba far altro che eseguire. Mi piace.

L’elogio della follia

Giovedì, 26 Apr 2007 by paky
In primo luogo osservate con quanta previdenza la natura, madre e artefice del genere umano, ebbe cura di spargere dappertutto un pizzico di follia. Se, infatti, secondo la definizione stoica, la saggezza consiste solo nel farsi guidare dalla ragione, mentre, al contrario, la follia consiste nel farsi trascinare dalle passioni, perché la vita umana non fosse del tutto improntata a malinconica severità, Giove infuse nell’uomo molta più passione che ragione: press’a poco nella proporzione di mezz’oncia ad un asse. Relegò inoltre la ragione in un angolino della testa lasciando il resto del corpo ai turbamenti delle passioni. Quindi, alla sola ragione contrappose due specie di violentissimi tiranni: l’ira, che occupa la rocca del petto e il cuore stesso che è la fonte della vita, e la concupiscenza che estende il suo dominio fino al basso ventre. Quanto valga la ragione contro queste due agguerrite avversarie ce lo dice a sufficienza la condotta abituale degli uomini: la ragione può solo protestare, e lo fa fino a perderci la voce, enunciando i princìpi morali; ma quelle, rivoltandosi alla loro regina, la subissano di grida odiose, finché lei, prostrata, cede spontaneamente dichiarandosi vinta.

Erasmo da Rotterdam lo scriveva nel 1508. Incredibile, sono passati quasi 500 anni tondi tondi, e questo passaggio è ancora fottutamente attuale. La natura deve averne sparsa proprio parecchia, di follia… in chiunque.
Sorrido, oggi ancora di più, quando mi si dice che lavoro con ‘e pazz’. Guardandosi in giro, quelli “sani”, sono spesso ancora più folli dei miei folli.